Natale 2011

Dialogo di un venditore d’almanacchi e di un passeggere 

Venditore. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi?
Passeggere. Almanacchi per l’anno nuovo?
V. Si signore.
P. Credete che sarà felice quest’anno nuovo?  …
P. Oh che vita vorreste voi dunque?
V. Vorrei una vita così, come Dio me la mandasse, senz’altri patti.
P. Una vita a caso, e non saperne altro avanti, come non si sa dell’anno nuovo?
V. Appunto.
P. Così vorrei ancor io se avessi a rivivere, e così tutti. Ma questo è segno che il caso, fino a tutto quest’anno, ha trattato tutti male. E si vede chiaro che ciascuno è d’opinione che sia stato più o di più peso il male che gli e toccato, che il bene; se a patto di riavere la vita di prima, con tutto il suo bene e il suo male, nessuno vorrebbe rinascere. Quella vita ch’è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll’anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?
V. Speriamo.

Coraggio, pazzia o ragionevolezza affermare che la speranza è tutta in un bambino?

 

Io vi auguro, di cuore, Buon Natale, Buon Anno Nuovo!


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Natale 2011

Natale 2011.

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Nuova casa

Sono ancora intenta ad allestire tutto.

 

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11 marzo

 

11 marzoScusate il disturbo, e grazie per la compagnia.

Il modo popolare di salutare gli amici con cui l'italiano cardinale chiude la sua biografia, è quanto di più sintetico ed efficace trovo per esprimermi oggi.

La prima frase dice della consapevolezza dei miei limiti: non è formale; le cose che faccio o dico, al di là delle intenzioni, occupano uno spazio di tempo e luogo, e contengono tutta l'incapacità umana di portare solo il bene. E quanto cambia, la prospettiva, se il primo gesto è l'umiltà dello scusarsi.

Ma la gratitudine per tutto quanto ho visto, incontrato, ricevuto, è l'altro sentimento che dice delle gioie, della bellezza, del gusto che negli anni mi hanno sostenuto. Grazie a Dio, per quello che mi è possibile, ma grazie a ognuno di quelli che mi hanno fatto compagnia, e continuano a farmela.

Gli anni che passano hanno dato consistenza alle parole qui sopra, e il regalo più grande oggi per me è avere amici cui posso chiedere scusa e ringraziare.

Per prima cosa che oggi non è ormai più l'11, ma il 12 marzo. 

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Guardare testimoni

Guardare testimoni

Ha quasi novant'anni, una barba lunga e bianca, cammina lentamente col bastone.

Alla prima domanda, quasi subito afferma:
“Non esistono tempi tristi, ma uomini tristi”.

Così capisci che ti interessa ascoltare, capire, per quello che puoi, ciò che ha da dire, non per curiosità di cronaca, o storia, ma per quello che vale nell'oggi per te.
Imparare.
Quale sguardo ha sulle cose. Perchè è da lì che ha potuto partecipare alla Storia. 

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in ritardo…

image003The shepherds had an angel,
The wise men had a star;
But what have I, a little child,
To guide me home from far,
Where glad stars sing together,
And singing angels are? 

A Christmas Carol, C.G. Rossetti 1856

Buon Natale 2010 

 

Nella casa dove il cuore mi guida (il mio e quello di chi desidera e posso seguire), e dove trova riposo, sotto le stelle e gli angeli che cantano.

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Flannery

La chiamano così, familiarmente, come un'amica, le guide della mostra.Flannery

E ti portano nel suo mondo, duro ed aspro: il sud degli Stati Uniti, gli anni '50 dell'apartheid verso i negri, del bigottismo e moralismo protestante, la campagna scarna e dimessa, e la malattia invalidante. Una giovane cattolica, bianca, promettente, brillante e già introdotta nei circoli culturali di New York, che la infermità riporta indietro. Poi ti fanno sedere in quel mondo, tra le parole alle pareti, mentre senti cantilene soul e blues e vedi in uno schermo i luoghi: la fattoria del sud, la strada polverosa della cittadina, il fiume con i salici… (Certo, la filmografia che la RAI passava negli anni '70 aiuta…)

Ti racconta, la guida, una sua storia. Storie di balordi e nonne invadenti, di signore perbene e perbeniste e chiassosa marmaglia negra, di vecchi razzisti e bambini curiosi… Fotogrammi di realtà senza commenti, realtà osservata per quello che è. Ma con uno sguardo che coglie frammenti che rimandano a qualcosa di più. Nelle pieghe di storie crude o apparentemente banali, di persone sempliciotte o irritanti, appare, non per magia, ma in un fatto, superficialmente povero di significato o contradditorio o avverso o inesorabile, la scoperta di un'altra possibilità, di un avverarsi più compiuto, più vero, di un'armonia desiderata ma non sperata perchè diversa dall'immaginabile.

Le storie rimangono dure, nessun lieto fine, morti insensate, impostori impuniti. Ma la speranza è stata intravvista, lo sguardo è andato per un attimo oltre il limite, anzi, nel limite ha colto l'agire della Grazia. E quando te lo spiegano, e lo “vedi” anche tu, comprendi cosa ti dicono quelle storie inaccettabili, così lontane dalla favoletta tutto è bene perchè finisce bene, o dal nichilismo nulla vale perchè tutto è miserando, o dal chi vuol esser lieto sia…

La ruota del pavone, che chiusa lo fa così sgraziato, per un attimo si è aperta a farci meravigliare di bellezza. I pavoni, che Flannery allevava, sono la miglior metafora del suo scrivere.Flannery

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matematica e cuori

Anche col metodo matematico, quando si parla di infinito, si comprende che occorre cambiare i criteri: è un totalmente altro…

Questo il cuore che ho trattenuto della mostra sulla matematica, visitata con Cuore di Pizza (ma che sì è arresa troppo presto…il richiamo della pizza alle 13.30 era troppo forte?), ascoltando questo esempio:matematica e cuori
l'insieme dei numeri N, infinito, è più grande di quello dei loro quadrati ? Parrebbe di sì, perché 1..2..3.. corrispondono a 1..4..9.., perciò ci sono tanti numeri in più nel primo insieme. Ma poi dobbiamo constatare che se a ciascun numero corrisponde per forza il suo quadrato,…i due infiniti devono corrispondere…

 

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Viaggiare

Sono tornata a casa stanchissima, dopo un periodo in cui, per lavoro, ho fatto tanti viaggi. Alcuni brevi, alcuni più lunghi.
E ora desidero tanto un po' di riposo. Il primo l'ho trovato nel leggere un'intervista a  F. Hadjadj.Viaggiare

"Davvero non abbiamo bisogno di muoverci più di tanto per approdare all'infinito"

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Sospesi

Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie.

Un uomo cade da un grattacielo, al 50^ piano:fin qui tutto bene, al 30^ piano: fin qui tutto bene, al 10^ piano: fin qui tutto bene…
il problema non è la caduta,…è l'atterraggio.

Già, per troppo tempo mi sono preoccupata di quanto rimane incerto. Poi ho capito che forse questo sarà sempre. Che non importa sistemare tutte le cose, o aspettare che prima o poi siano tutte sistemate.

Il bello della vita è sapere che sotto c'è un pieno.

E questo io mi godo, sospesa ogni giorno.

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